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Casa Belli
MOLLIA

Casa museo nel cuore della Valsesia ...
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Mollia

Casa Belli

Arrivando a Mollia, già in lontananza domina il panorama la Casa Belli, che oggi entra a far parte delle case-museo della Valsesia. E’ stata Enrica Ballarè a portare all’attenzione del pubblico le peculiarità di questo singolare edificio storico di Mollia che è stata scelta con l’obiettivo di mettere in collegamento le case museo piemontesi insieme con altri edifici di pregio come Palazzo Lamarmora a Biella, Fondazione Sella di Pollone e la Casa di Guido Gozzano.

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Casa Belli è nota oltre che per l’aspetto di edificio tipico valsesiano del Settecento che cattura lo sguardo e incuriosisce per la ricchezza della decorazione pittorica delle mura esterne, anche per aver ospitato generazioni di alunni della scuola elementare e di disegno fondate dal benefattore Pietro Giacomo Belli all’inizio del secolo scorso. Qui i giovani venivano istruiti nel disegno e nella geometria: grazie a questo bagaglio culturale superavano le Alpi per esercitare anche all’estero i mestieri di intagliatore, decoratore e gessatore. Si tratta di un simbolo per la storia e per le tradizioni artistiche dei valsesiani. La casa edificata nell’ultimo quarto del Settecento da Pietro Giacomo Belli. Con la casa egli costruisce l’oratorio, a sua volta riccamente affrescato da Giovanni Avondo, e la bella fontana con lavatoio pubblica; il tutto prima dello scadere del secolo.

Sul fianco esposto verso la strada si trovano diversi dipinti, tra i quali spicca una bellissima ruota della fortuna, un esemplare veramente incredibile soprattutto per il buono stato di conservazione in cui versava anche prima degli ultimi restauri. L’accompagna il motto Siu transit gloria mundi – Così passa la gloria del mondo. Quattro piccoli figuranti, ognuno caratterizzato da un abbigliamento consono al proprio status di vita deciso dall’oscura volontà della capricciosa Fortuna, reggono in mano dei cartigli: ego regno – io governo; regnavi – governavo; ego sum sine regno – sono senza regno; regnabo – governerò. D’una spontaneità semplice, immediatamente comprensibile. Si tratta di una raffigurazione eccezionalmente proveniente dall’iconografia profana e della quale si sono conservate solo altri due esemplari in tutta la Valsesia (a Varallo e a Boccioleto). Tra gli altri spazi di particolare interesse artistico sono i soffitti interni ariosamente decorati con motivi floreali e il locale usato come studiolo da Pietro Giacomo Belli rivestito in papaier peint con disegni blu e bordeaux. Si tratta, quindi, di una vera e propria “casa – museo” dove tutto è rimasto come un tempo. Casa Belli nominata anche come “Casa del filantropo” è stata oggetto di una delle pubblicazioni in una recente antologia valsesiana di edifici/personaggi significativi. Di recente si sono conclusi anche i restauri che oggi hanno reso gli affreschi più belle che mai permettendo a tornare alla nuova vita tutta la ricchezza vigorosa.

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