Nella piccola comunità di Civiasco, abbarbicata sulle alture della Valsesia, si cela una curiosità artistica e architettonica poco nota al grande pubblico, ma capace di lasciare a bocca aperta chiunque alzi lo sguardo: la presenza di decorazioni e strutture a illusione prospettica ("trompe-l'œil") progettate per far scomparire le coperture reali e creare finti cieli aperti nelle cappelle e chiesette della zona.
La vera chicca d'arte risiede nell'architettura pittorica della Chiesa di San Gottardo, dove la maestria degli artisti locali ha creato un inganno visivo che "sfonda" il soffitto.
Il cielo "finto" del Barocco alpino
Mentre nel Rinascimento varallese (con Gaudenzio Ferrari) l'illusione era affidata all'unione tra terracotta e affresco, tra il Seicento e il Settecento i pittori e decoratori stuccatori valsesiani si specializzarono nel quadratismo, l'arte di dipingere architetture fittizie in prospettiva verticale.
In diversi oratori della zona e nella stessa area di Civiasco e Dovesio:
- L'illusione dell'infinito: Guardando dal centro della navata verso la cupola, la pittura inganna la vista mostrando colonne, balconate e cupole traforate che non esistono nella struttura muraria reale, perfettamente modellate secondo la prospettiva dal basso verso l'alto (sotto in su).
- L'effetto "finestra sul cielo": Le architetture dipinte si aprono su cieli azzurri popolati da angeli e figure divine, dando la sensazione che la chiesa non abbia un tetto fisico e sia direttamente esposta alle nuvole e alla luce naturale della montagna.
- Maestranze nomadi d'eccellenza: Molti di questi capolavori non furono realizzati da artisti famosi delle grandi città, ma da maestranze e pittori itineranti valsesiani. Questi artigiani partivano dalla valle per affrescare palazzi e chiese in tutta Italia ed Europa (particolarmente in Svizzera e Germania), per poi tornare nei paesi natii e regalare alle proprie comunità locali opere d'arte visiva degne delle grandi capitali barocche.
