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Varallo
Arroccato su uno sperone roccioso che domina la Valsesia, a 600 metri di altitudine nel comune di Varallo (Vercelli), il Sacro Monte di Varallo rappresenta il più antico, vasto e suggestivo complesso del sistema dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità.
Definito dal critico d'arte Giovanni Testori come il luogo in cui nasce il "Gran Teatro Jonico e Padano del Reale", il complesso unisce architettura, scultura in terracotta a grandezza naturale e pittura in un'unica scenografia immersiva, concepita per far rivivere al pellegrino la Passione e la Vita di Cristo.
Cenni Storici: Un’Idea Nata dalla Caduta di Gerusalemme
La storia del Sacro Monte inizia verso la fine del XV secolo per iniziativa di Padre Bernardino Caimi, un frate francescano minore osservante che era stato custode del Santo Sepolcro in Terra Santa.
1481 - L'Inizio del Progetto
Dopo la caduta di Costantinopoli (1453) e l'aumento della pericolosità dei viaggi verso l'Oriente, Fra Bernardino Caimi concepisce l'idea di ricreare in Valsesia una "Nuova Gerusalemme", riproducendo con fedeltà topografica e architettonica i luoghi santi della Palestina per chi non poteva permettersi il pellegrinaggio.
1507-1528 - L'Epoca di Gaudenzio Ferrari
L'artista valsesiano Gaudenzio Ferrari prende in mano i lavori, rivoluzionando il linguaggio espressivo: integra dipinti parietali e sculture a tutto tondo in terracotta e legno, con capelli reali e abiti in tessuto, inaugurando lo stile "teatrale" del complesso.
1565-1584 - La Riforma di San Carlo Borromeo
San Carlo Borromeo visita ripetutamente il Sacro Monte, promuovendo una riorganizzazione urbanistica e architettonica affidata a Galeazzo Alessi. Il percorso viene trasformato in una narrazione cronologica e didattica rigorosa, strutturata in due zone distinte.
1600-1700 - Il Barocco e il Completamento
Lavorano al complesso grandi maestri del Seicento lombardo-piemontese, tra cui Morazzone, il Tanzio da Varallo e i fratelli D'Enrico, portando il realismo e il dramma espressivo ai massimi livelli della scultura barocca.
Architettura e Struttura del Percorso
Il Sacro Monte è composto da una Basilica e 44 cappelle popolate da circa 800 sculture a grandezza naturale (in terracotta policroma o legno) e oltre 4.000 figure affrescate sulle pareti.
Il complesso si articola in due zone ben distinte per concezione e disposizione:
- La Zona del Bosco: Le prime cappelle (dall'Annunciazione alla Salita al Calvario) sono immerise in un parco naturale e ricalcano gli episodi della vita pubblica e della Passione di Cristo.
- La Città Pietrita (Piazza dei Tribunali e Piazza Maggiore): Ricostruisce la cima del Monte Calvario e la città di Gerusalemme. Qui le cappelle assumono una forma monumentale ed esedra barocca, culmine del percorso devozionale.
Parete Gaudenziana di Gaudenzio Ferrari
Statue della Cappella della Crocifissione
I Capolavori da Non Perdere
- Cappella XXXVIII - La Crocifissione: Realizzata da Gaudenzio Ferrari tra il 1520 e il 1523, è considerata il vertice artistico del Sacro Monte. La fusione tra affresco e scultura è così perfetta che le figure dipinte sembrano sporgere dal muro per unirsi alle 26 statue a tutto tondo.
- Cappella V - La Natività: Una delle primissime realizzate, caratterizzata da un'atmosfera intima e da una minuziosa cura dei dettagli della vita contadina dell'epoca.
- Cappella XXXIII - L'Ecce Homo: Opera scultorea dei fratelli D'Enrico (Tanzio da Varallo per la pittura), in cui la folla urlante attorno a Cristo mostra un realismo psicologico feroce e drammatico.
Particolarità e Curiosità
| Curiosità | Descrizione |
|---|---|
| Il "Teatro di Grata" | In origine, i pellegrini potevano guardare all'interno delle cappelle solo attraverso grate di legno o ferro. Questa scelta serviva sia a proteggere le opere, sia a creare un effetto "cannocchiale" che aumentava l'illusione ottica della prospettiva. |
| Capelli reali e veri abiti | Per accentuare l'effetto di realtà, molte statue venivano vestite con veri abiti dell'epoca e dotate di barbe o capigliature in capelli umani intessuti. |
| L'origine del termine "Sacro Monte" | Fu proprio Varallo il primissimo complesso ad essere definito "Sacro Monte". Il modello ebbe così tanto successo da essere replicato in tutto l'arco alpino (Crea, Orta, Varese, Ghiffa). |
| I personaggi "popolari" | I volti delle sculture non rappresentavano modelli idealizzati, ma abitanti della Valsesia del XVI e XVII secolo, compresi contadini, malati con gozzi e soldati mercenari svizzeri. |
Guida alla Visita
- Come arrivarci: Si può salire a piedi lungo l'antica via pedonale pavimentata (circa 20 minuti di camminata da Varallo) oppure utilizzando la scenografica Funivia del Sacro Monte, una delle più ripide d'Europa.
- Periodo consigliato: In primavera ed autunno per apprezzare i colori del parco boschivo circostante.
- Informazioni utili: L'accesso al complesso e all'area monumentale all'aperto è gratuito; le cappelle sono visibili dall'esterno illuminando gli interni tramite appositi pulsanti.
